Avevo giurato a me stessa di non farlo mai, di non cascarci, e per molti mesi ho mantenuto fede al mio impegno. Poi è arrivata lei. Si è presentata in modo dolce, suadente, con un'aria innocente e quasi ingenua. Si è dimostrata intelligente, colta e arguta. I messaggi sono aumentati. Io mi sono accorta di desiderarli sempre più: quando accendevo il computer, correvo immediatamente alla pagina della posta; se mancava il suo, ero delusa, se c'era, mi sentivo invasa da una strana gioia. Ci siamo "parlate" a lungo, sviscerando emozioni, sensazioni,ricordi. E alla fine Stella mi ha chiesto di incontrarla. Ho tradito il giuramento, non ho considerato le implicazioni che inevitabilmente sarebbero nate, ho ceduto. Non posso dirvi dove abita; è comunque una città distante da Milano, ma la lunghezza del viaggio non mi spaventava...altri erano i miei timori. Le sarei piaciuta? Mi sarebbe piaciuta? Non si trattava più di un gioco legato alla rete, di un amore astratto e virtuale; sapevo che entrambe volevamo di più: ma prima avremmo dovuto svelarci nella nostra essenza fisica. Avremmo valutato l'aspetto, osservato con occhio critico l'abbigliamento, ascoltata la voce, percepito l'odore. Stella è alta, ha ondulati capelli castani, occhi da cerbiatta, un corpo aggraziato e sinuoso. Stella è bella. Ci siamo riconosciute immediatamente, e non penso che sia dipeso dal fatto che sapevamo come ci saremmo vestite. Esisteva una magia nell'aria, la stessa magia che traspariva dai nostri messaggi, solo più forte. Reale. Fisica. Mi ha guidata in un bar del centro; eravamo emozionate, ciascuna delle due era perfettamente conscia che l'incanto si era trasferito da Splinder alla vita vera. Che funzionava. Abbiamo chiacchierato a lungo, ci siamo svelate segreti, abbiamo riso sino a farci venire le lacrime agli occhi, ci siamo sfiorate le mani. Stella è una studentessa universitaria, durante la settimana vive da sola in un grazioso monolocale, arredato con gusto e semplicità. Come me, è un'appassionata di musica rock: abbiamo ascoltato i Led Zeppelin e i Pink Floyd, abbiamo bevuto del vino. Quello che è seguito è stato naturale: lo volevamo entrambe. Ci siamo ritrovate nude nel letto, a coccolarci, a fare la battaglia del solletico, a toccarci i capelli, a guardarci felici negli occhi. Poi i baci sono diventati appassionati, le mani hanno incominciato ad esplorare le parti più intime, le gambe premute le une contro le altre, i seni che si toccavano. Stella si è chinata su di me, mi ha baciato i capezzoli, li ha succhiati, mi ha resa pazza di eccitazione. Ho sentito le sue dita entrare nel mio corpo, risalire, accarezzare; ho incominciato a godere, mentre lei mi osservava con un'espressione intensa, un'irresistibile combinazione di sensualità e di dolcezza. Sono venuta una, due, tre volte. Poi ho ricambiato. In modo diverso. L'ho esplorata con la lingua, sentendola fremere, avvertendo il movimento delle sue lunghe gambe, quello dei piedi contro le lenzuola, delle mani che stringevano il cuscino. L'ho assaporata fino in fondo. L'ho resa felice. Ancora oggi non so se è accaduto veramente, oppure se si è trattato di un bellissimo sogno.