Quickribbon Condominio Criptolelle & Co.
mercoledì, 28 febbraio 2007
CriptoLella: baingio @ 14:08
CriptoStanza: amore, comunicazioni di servizio, informazioni, stupidario
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Dunque io sono single, è vero che non amo la discoteca, però ci sono stata e vi assicuro che la media è ragazzine...dunque io ho 30 (quasi) non ho più voglia di seghe !!! ehehhe cioè capite ??? in chat si beccano o giovanissime, o flippate di testa  o ultra 40enni , nulla contro ad esse, ma io che vorrei incontrare uno staccio di persona, o almeno farmi anche uno straccio di amicizia che so anche solo per uscire ( sono stanca di uscire con i miei amici gay-uomini)come caspita devo fare??? io sono stata fidanzata 4 anni e magari non sono mai entrata in un giro , sono stanca, ho voglia di conoscere persone , donne ...non so nemmeno per cosa , forse amicizia, forse amore ...forse che ne so ...ma batsa con i circoli chiusi e le ragazzine isteriche vi prego ditemi le 30enni dove sono ????????????????????????????????????????? ahahhahhahahhah scusate l'intromissione in questo blog dove ogni tanto scrivo cazzate ... laura


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giovedì, 22 febbraio 2007
CriptoLella: Supernova @ 11:26
CriptoStanza: comunicazioni di servizio
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"Questo Blog nasce da un dibattito svoltosi sabato 22 febbraio 2004 prsso il Pub "Tumbler" in Via degli Equi 22 a Roma. Quattro Lesbloggers, quattro modi diversi di vedere le cose: coming-out o non coming-out? Uscire allo scoperto o restare nell'ombra? E, nel caso.... Quando, dove, come e perché? Un diario scritto a più mani, dove mettere e mettersi in discussione. Dove parlare anche di musica, cinema, teatro, letteratura, cucina, arte, e tutto quello che ci passa per la testa. Tutte in carrozza, Ragazze: si parte!"

Tre anni dopo, ne abbiamo fatta di strada. Buon compleanno, Criptolelle. Un abbraccio e un grazie a chi ha iniziato e ci ha creduto, a chi è venuto, a chi è rimasto, a chi è andato, a chi c'è e a chi ci fa! (Soprattutto grazie alle Criptolelle "storiche": Stitch, Virtue, Weaver, Orlando, ScrittoSulCorpo, Ondina e Imogene)

L'AmmministratorA (Ilaria)

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mercoledì, 21 febbraio 2007
CriptoLella: 175 @ 20:41
CriptoStanza:
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OLTRE 14 MILIONI DI DONNE VITTIME DI VIOLENZE

"Dai tre ai novantatre anni... le donne subiscono stupri".
(© Zero Tolerance Charitable Trust)

ROMA. Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nel corso della vita. Di queste, circa 1.100.000 hanno subito lo stalking (comportamenti persecutori).
Nel totale, la maggior parte di queste violenze sono ad opera del partner (come il 69,7% degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è stata denunciata. E' l'inquietante quadro che emerge dalla prima indagine sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne realizzata dall'Istat, su commissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunità, su un campione di donne di età compresa fra i 16 e 70 anni. L'indagine, presentata oggi a Palazzo Chigi dal ministro Barbara Pollastrini e dal presidente dell'Istituto centrale di statistica Luigi Biggeri, rileva che sono 6.743.000 le donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 31,9%), 5 milioni di violenze sessuali (23,7%), 3.961.000 di violenze fisiche (18,8%). Ben 6.092.000 donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (36,9% delle donne che vivono al momento in coppia). Negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1.150.000 (5,4%). Il 3,5% ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche gli stupri non sono denunciati: lo sono ben il 91,6% del numero complessivo. Ed è inoltre consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner). Per l'Istat, un terzo delle vittime subisce sia violenza fisica che sessuale, anche più volte (67,1% dal partner contro il 52,9% dal non partner). Tra tutte le violenze fisiche rilevate è frequente l'essere spinta, strattonata, aver avuto i capelli tirati (56,7%), l'essere minacciata di essere colpita (852%), schiaffeggiata, presa a pugni, a calci o a morsi (36,1%). Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l'aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura (19%), il tentato stupro (14%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%). La violenza psicologica è stata subita da 7.134.000 donne (6.092.000 solo psicologica), il 43,2% con partner attuale. Di queste 3.477.000 l'hanno subita spesso o sempre (21,1%). 1.042.000 donne hanno subito sia violenza psicologica che fisica o sessuale, il 90,5% delle vittime di violenza fisica o sessuale. Questo tipo di violenza si esprime con l'isolamento o il tentativo isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%), la svalorizzazione (23,8%), le intimidazioni (7,8%). OLTRE 2 MLN DONNE PERSEGUITATE DA EX PARTNER I comportamenti persecutori (ossia lo stalking) ai danni delle donne da parte dell'ex partner contano 2.077.000 vittime. Lo ha rilevato l'Istat nell' indagine sulla violenza alle donne commissionata dal Ministero dei diritti e delle pari opportunità. Queste donne (pari al 18,8% del totale) sono spaventate dal partner al momento della separazione o dopo la separazione. Tra le donne che hanno subito lo stalking, il 68,5% dei partner ha cercato insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà, il 61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla, il 57% l'ha aspettata fuori casa o a scuola o al lavoro, il 55,4% le ha inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l'ha seguita o spiata e l'11% ha adottato altre strategie. Quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale da un partner precedente ha subito anche lo stalking. 1.139.000 hanno subito, invece solo lo stalking ma non violenze fisiche o sessuali. (ANSA).
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martedì, 20 febbraio 2007
CriptoLella: 175 @ 21:32
CriptoStanza:
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Purva Bedi sarà lesbica


La famosa attrice indiana-americana Purva Bedi ha firmato il contratto per n film in cui interpreterà il personaggio di una lesbica: "When Kiran met Karen", di Manan Singh Katohora.  Il ruolo era stato rifiutato dall'attrice di Bollywood Perizaad Zorabian, che aveva dichiarato alla stampa le sue "personali inibizioni rispetto all'intepretare una lesbica", anche se aveva riconosciuto che "Kiran è un ruolo fantastico per ogni attrice che abbia il coraggio di pensare con mente aperta".
Bedi ha spiegato cosi' la sua decisione: "Voglio fare questo film perchè racconta una storia che nella diaspora indiana è stata raramente condivisa. In India il lesbismo è non solo un argomento tabù, ma i precedenti film basati su questo argomento hanno avuto un ruolo esplosivo. Questa è una delle ragioni per cui le attrici di solito sono riluttanti a interpretare queste parti, ma è una ragione in più per me per saltare il fosso e fare qualcosa che potrebbe fallire, ma potrebbe anche incrementare le possibilità dei ruoli che le attrici di Bollywood sono disponibili ad accettare, e delle
storie che i registi vogliono raccontare".
LINK>>>

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sabato, 17 febbraio 2007
CriptoLella: Ganimeda @ 17:20
CriptoStanza: news, comunicazioni di servizio, sesso, lelladar
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Nasce la Libera Enciclopedia della Patata!

http://www.wikipatata.splinder.com/

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martedì, 13 febbraio 2007
CriptoLella: Imogene @ 21:00
CriptoStanza: diritti
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Dieci "stranezze" che noi gay proponiamo di correggere
Il Riformista - 10 febbraio 2007

di Aurelio Mancuso

Notiamo quasi con ironia, che i giornali di tutta Italia si sono lanciati in analisi ardite rispetto al disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Un disegno di legge, appunto, quindi, che avrà un iter parlamentare non facile, anzi molto accidentato. Dove la cosa più probabile che accadrà, visto che si parte dal Senato è che i teo dem affilino le armi, cercando di svuotare ulteriormente un provvedimento già assai zoppicante e pasticciato. Lasciamo da parte, almeno per una volta gli anatemi dei vescovi italiani, che sembrano ormai concentrati solamente sulle coppie conviventi, d´altronde descritte dal cardinale di Torino come la rappresentazione del diavolo (poveretto con tutto quello che ha da fare...), per accendere invece i riflettori sul testo licenziato in sede ministeriale. Ebbene eccoci al testo.
Partiamo all'articolo 1, vero paradigma del pensiero riformista del nuovo partito democratico: non dire ciò che bisognerebbe dire, cercando di dire il meno possibile. Davvero una comica, che si esplica nella sottoscrizione "contestuale", ma non congiunta di convivenza. Sapete qual è la preoccupazione di fondo? Non dare modo ad alcun peccatore e peccatrice convivente di poter nemmeno accennare ad un festeggiamento, o cerimonia, né davanti alla povera ed incolpevole impiegata dell'anagrafe, né nel raggio di un chilometro quadrato (chiese incluse naturalmente). La dispersione del riso verrà vietata con un regolamento attuativo, che prevederà pure il divieto di portare all'occhiello fiori, di vestire in modo elegante o troppo colorato, e l'installazione di un macchinario apposito che vaglierà la veridicità matrimoniale delle fedi al dito. Vi è poi da aggiungere che la dichiarazione tramite raccomandata, è il massimo dell'ipocrisia ed inoltre apre il varco alle false convivenze. Proprio sul tema delle convivenze il disegno di legge è confuso, infatti, la convivenza è la condizione indispensabile per effettuare la dichiarazione, ma dateci l'opportunità che sia perlomeno agibile rispetto alla possibilità di regolarizzare il partner straniero privo di permesso e, che ci siano punteggi nelle graduatorie lavorative per il ricongiungimento al partner con cui si vuole andare a convivere. Inoltre impedire che si possa dichiarare una convivenza con l'amministratore di sostegno è in contrasto con l'attuale legislazione vigente che prevede già che sia proprio il coniuge o il convivente ad assumere questo ruolo. Altra assurdità dai connotati un po' burleschi è il fatto che nell´articolato, manca la possibilità di recesso della dichiarazione, che è in contrasto con il fatto che la stessa è resa in modo volontario. Boh magari non se sono accorti... Qualcuno ci spiega perché non è prevista la comunione dei beni? Forse perché nel grande turbinio di incontri, emendamenti e contro emendamenti, non si è pensato alle condizioni concrete delle persone, Per continuare con l´analisi della legge, ci sembra assurdo che l´accesso alle strutture sanitarie, non sia un diritto garantito ed invece lasciato alla buona volontà dei singoli ospedali. Ma diamo i numeri? Ma chi ha deciso una cosa simile? È come a dire ogni medico o responsabile di struttura sanitaria, cattolico integralista, omofobo ed anti libertario si può prendere il gusto del negare il permesso, alla faccia del diritto! Passiamo poi alla reversibilità della pensione che viene rimandata alla successiva riforma, e quì Ponzio Pilato non poteva fare di meglio: volete almeno esplicitare in modo chiaro i principi e definire i tempi? Potremmo scrivere un trattato su questa legge, ma poniamo ancora alcune semplici questioni: nella legge il permesso di soggiorno, è possibile solo per il partner straniero già regolarmente soggiornante in Italia, quindi, a dire tutti gli altri si arrangino; per quanto riguarda la successione ereditaria, i nove anni previsti sono troppi e discriminatori. Va, inoltre, introdotta la successione necessaria per il partner convivente e parificata la tassa di successione a quella prevista per i familiari; ci piacerebbe, se non è troppo disturbo, che la successione nel contratto di locazione, sia immediata, come tra l'altro ha già stabilito dalla Corte costituzionale e non legata ai tre anni di convivenza. Infine, per l´impresa familiare, viene riconosciuta al partner la partecipazione agli utili, ma non ai miglioramenti dell´impresa e non si tiene conto del lavoro casalingo. Come si vede, grazie al lavoro instancabile e prezioso dei nostri giuristi, Arcigay propone dieci sostanziali modifiche riformiste e di buon senso, che ci permetterebbero di affermare che il disegno di legge può essere un buon punto di partenza. Ma per ora si è dovuto dare retta a Rutelli, che da vero e sincero omofobo si è opposto strenuamente fino all'ultimo minuto, affinché nella legge scomparissero le coppie dello stesso sesso. Quindi, ora inizia una fase politica nuova che vivrà in Parlamento e nel Paese. Per questo Arcigay e tutto il movimento lgbt italiano organizza per il 10 marzo una grande manifestazione nazionale a Roma dal titolo eloquente "Sveglia è l'ora dei diritti!".

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martedì, 13 febbraio 2007
CriptoLella: Supernova @ 13:25
CriptoStanza: comunicazioni di servizio
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L'Amministratora c'è. Sembra che latiti, ma vi tiene d'occhio! E' sepolta sotto una pila di libri di diritto e sta per scrivere un nuovo best seller: LIBRATA VIVA. Un saluto a tutte Voi!

(P.S.: Se dopo di me la Concierge scriverà, come minacciato ieri, un post in cui dice che le rubo tutta la coperta, non le credete!)

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venerdì, 09 febbraio 2007
CriptoLella: Sorrisodimare @ 09:13
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POLITICA
Bindi e Pollastrini hanno portato a casa in venti giorni un progetto compiuto
tra grandi pressioni vaticane e costanti mugugni della sinistra

La tenacia di Barbara e Rosy

"Due uomini avrebbero fallito"

di CONCITA DE GREGORIO


Così diverse così uguali. Agli antipodi, proprio, eppure come al solito se poi ti avvicini vedi che le differenze sfumano: tenaci, ostinate, ambiziose nel senso nobile del termine, l'ambizione di chi crede di potercela fare e prova a farcela, ci prova davvero. Anche nella foto del giorno, sedute una accanto all'altra in conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri, si somigliano più di quanto dicano le loro biografie: Barbara Pollastrini ha un tailleur nero, Rosy Bindi uno blu. Girocollo sobrio, una di brillantini l'altra di perle.
Quasi la stessa montatura di occhiali: invisibile, trasparente. Una sorride molto ma non concede niente, l'altra sorride poco ma di colpo arrossisce. Poi certo: Pollastrini è un'ex ragazza della buona borghesia lombarda sposata in seconde nozze con un importante banchiere, pacata e implacabile, Bindi un'attivista cattolica senese fieramente nubile, passionale e testarda. "Abbiamo due storie molto diverse, proprio molto", dice Bindi. "Diversissime", annuisce Pollastrini. E però: la toscana è una cattolica impetuosa e per così dire "comunista" di carattere, la milanese una ex comunista rigorosa e ligia, ordinata e costante, per così dire devota per indole.

Per farla breve: ci sono riuscite. Hanno portato a casa in venti giorni di lavoro un progetto che può piacere o non piacere ma è lì, scritto. E' stato complicatissimo: almeno tre volte hanno rischiato di incagliarsi, le pressioni vaticane formidabili, i mugugni da sinistra costanti. Hanno cominciato con un prosecco a casa Bindi (al ministero) ed hanno finito coi panini la notte e le pizzette a rinsecchirsi nei vassoi. Per paradosso a segnare la svolta è stato il "non possumus" dei vescovi. Non è nemmeno così strano che un diktat susciti l'effetto contrario a quello desiderato.

Considerando i caratteri, poi. Pollastrini: "E' stato lì che ho detto: dobbiamo farcela assolutamente". Bindi: "E' stato lì che ho capito che dovevo assumermi la mia responsabilità. Perché da cattolica io respingo le critiche di chi dice: vi siete incontrati con la Cei. Certo: ci si ascolta, si comunica, si dialoga, si aspetta. Però poi quando l'interlocutore chiude dicendo non posso allora non hai alternativa: procedi". Di più, ancora Bindi: è stato un successo della tenacia e della concretezza femminile. "Due uomini non ci sarebbero riusciti. Queste cose, partendo da posizioni così distanti, si fanno solo se nessuno pretende di dare all'altro una prova di forza. Se non entra in gioco quello spirito guerresco così maschile che prevede di marcare intanto il territorio, poi di affermarsi sull'altro". Chi deve intendere intenda. Le prove di forza capita di perderle, alle volte. Dentro il suo partito, per esempio, Rosy Bindi ne ha affrontata una e l'ha vinta. Pollastrini: "Ci è stato subito chiaro che era importante l'obiettivo. Abbiamo discusso, certo, ma quanto basta, q. b. come si dice nelle ricette di cucina: il necessario per ottenere il risultato. Avevamo in comune la tensione ideale e il senso della sfida: essere donne ha aiutato, siamo abituate a lavorare così". La questione della laicità, poi. Bindi: "Io questa cosa l'ho imparata dentro la Chiesa, non fuori: conosco perfettamente l'esercizio di responsabilità del laico in politica.

Il mio impegno è stato quello di rimanere fedele alla Carta costituzionale. Dentro questo confine, poi, volevo che non si confondesse questo nuovo profilo di unioni con la famiglia che è un'altra cosa e altra resta". Anche qui, chi ha orecchie per intendere: a trattare con la Chiesa e a tenerle eventualmente testa in nome di principi costituzionali si impara frequentandola molto e fin da piccoli. Pollastrini: "Abbiamo difeso l'autonomia della politica dalle pressioni esterne. Abbiamo agito avendo come faro la Costituzione". Infine, l'obiettivo politico comune: il Partito democratico. Bindi: "E' stata una prova generale di Ulivo e di Partito democratico, non potevamo fallire". Pollastrini: "Se non fossimo riuscite in questo non avremmo avuto, dopo, nessuna credibilità".

Infatti no, nessuna e lo dice anche Giuliano Amato, "levatrice di questa nuova creatura" che era un po' la prova generale alla vigilia dei congressi di aprile: c'è un patto con gli elettori da rispettare e una rotta politica da tenere.

Tutto il travaglio di questi venti giorni - l'incontro a casa Prodi a Bologna, l'intervento dei vescovi, le parole di Napolitano, i colloqui con monsignor Betori segretario della Cei, il non possumus e il freno a mano tirato da Rutelli - si traduce, alla fine, in una questione lessicale davvero risibile e di certo incomprensibile per la comunità degli elettori. La dichiarazione che attiva diritti e doveri delle unioni di fatto non sarà "contestuale" ma "congiunta": servono due fogli al posto di uno, tutto sommato è solo un raddoppio della burocrazia cartacea e un danno al patrimonio forestale. Spostare l'attenzione sull'aspetto formale della vicenda - ci si iscrive insieme su un foglio solo o separatamente su due - ha ovviamente facilitato l'intesa sulle questioni di sostanza: due persone, anche dello stesso sesso, possono formare una coppia ed avere diritti e doveri fuori dal matrimonio. Bindi spiega che "si tratta di un prisma", nel senso che ciascuno vede la luce secondo come lo muove. Amato aggiunge che "è come quei quadri di Tiziano che cambiano secondo la prospettiva da cui li guardi".

Da destra o da sinistra, certo. Pollastrini è molto soddisfatta, i tempi e i modi sono quelli che si era data. Bindi è anche più contenta: ha vinto la battaglia dentro il partito, si è smarcata dal diktat vaticano senza tradire valori e identità, è pronta per il partito democratico. Il nerbo della nuova legge, oltretutto, fa riferimento all'anagrafe familiare varata da Tambroni nel '58, il governo più conservatore tra tutti i governi democristiani. "Non c'è niente di nuovo a quel rispetto", insiste Bindi come a dire: la vecchia Dc degli anni Cinquanta aveva già ordinato la questione con buona pace di Betori e di Ruini. Poi c'è molto di nuovo invece. Pollastrini: "E' un grande passo verso l'eguale attribuzione di diritti a tutti i cittadini". Bindi: "E' una nuova frontiera nella tutela dei più sofferenti e dei più deboli". La legge si chiama Dico, diritti e doveri dei conviventi. Le uniche a restarne esplicitamente escluse sono le perpetue, e pazienza se per i preti sarà il danno oltre alla beffa. "Naturalmente - chiosa malizioso Amato - sempre che non cambi la natura della relazione col parroco". Le ministre sorridono: con diversa intensità di pudore, insieme.

(9 febbraio 2007)
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venerdì, 09 febbraio 2007
CriptoLella: Sorrisodimare @ 08:54
CriptoStanza: informazioni, diritti
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POLITICA:
Raggiunto un difficile compromesso per definire diritti e doveri delle coppie di fatto
Amato: "Meglio di quelli francesi". Tiepida la sinistra radicale

Coppie di fatto, sì del Cdm al Ddl

Ora l'esame del Parlamento

"Chiamateli Dico, e cioè diritti dei conviventi, e non Pacs"

ROMA - Si è concluso con il via libera al disegno di legge sulle coppie di fatto il Consiglio dei ministri convocato oggi alle 17, preceduto da voci contrastanti e da un minivertice in mattinata, a Palazzo Chigi, al quale hanno preso parte il premier, Francesco Rutelli e Massimo D'Alema, Rosy Bindi, Barbara Pollastrini, e Clemente Mastella, durante il quale sono maturate l'intesa con la Margherita e la rottura definitiva con l'Udeur. Romano Prodi ha stretto i tempi per arrivare subito a un accordo, prima della partenza per la visita ufficiale in India. L'iter del disegno di legge partirà dal Senato, e non ci sarà la fiducia "perché noi vogliamo un confronto sereno in Parlamento, anche con la stessa opposizione", dice Vannino Chiti.

Netto il dissenso di Clemente Mastella, che non ha partecipato al Cdm ribadendo ha ribadito la sua posizione, "sempre la stessa", secondo la quale "la famiglia è solo quella fondata sul matrimonio". Il leader dell'Udeur fa sapere che voterà contro la legge ma assicura che non metterà in crisi il governo.

Al termine dell'incontro mattutino, Bindi e Pollastrini avevano continuato a lavorare sul testo per renderlo digeribile a quella parte di maggioranza che lo aveva contestato. La soluzione è lessicale: la dichiarazione, che le coppie di fatto faranno davanti all'ufficiale dell'anagrafe, sarà "contestuale", non "congiunta" - come recitava il primo testo messo a punto da Pollastrini - né "disgiunta" - come proponeva Bindi.

Non è prevista ma neanche negata la possibilità che i conviventi possano recarsi insieme a registrare la propria unione: potranno farlo, oppure no. Un compromesso che, dopo lunghe trattative, sembra accontentare tutti, e Prodi può convocare il Cdm. Un ddl che fissa "diritti originali", spiega Bindi, che respinge i "pesanti attacchi" subiti dal governo, secondo i quali "sarebbe stata indebolita la famiglia".

Francesco Rutelli parla di "equilibrio e saggezza", di scelta "alta di riconciliazione nel Paese e nella società italiana", una decisione "profondamente fedele al programma dell'Unione che chiude una lunga pagina di discussioni, anche troppo aspre".

I "Dico", cioè i "Diritti dei conviventi", osserva Giuliano Amato, sono meglio dei Pacs francesi", perché "tengono conto effettivamente dei diritti e delle situzioni di sofferenza delle persone, mentre i Pacs francesi sono soprattutto una disciplina dei diritti economici e non hanno a che fare con l'affettività". Poi, aggiunge il ministro dell'Interno, "se non ce l'avessimo fatta avrei avuto dubbi anche sulla nascita del Partito democratico, sarebbe stata ardua".

"L'Italia da oggi è un paese più giusto" commenta il leader Ds Piero Fassino secondo il quale il provvedimento "riconosce alle persone che vivono in regime di convivenza, sia omosessuali che eterosessuali, i diritti essenziali per rendere più solida e serena la loro vita". Al tempo stesso, "passa un provvedimento equilibrato e ragionevole che non intacca diritti e prerogative della famiglia fondata sul matrimonio" aggiunge Fassino, che ringrazia Bindi e Pollastrini per "pazienza, tenacia e sensibilità".

Perplessità da parte di Rifondazione comunista. Vladimir Luxuria dice che il disegno di legge, privo della dichiarazione congiunta, rappresenta "un compromesso al ribasso"; il ministro Paolo Ferrero chiede di diminuire gli anni di convivenza necessari per accedere ai diritti previsti dalla legge. Moderatamente soddisfatto Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario di Arcigay: "Si poteva fare meglio, ma è un primo passo rilevante". Una "soluzione pasticciata" per Angelo Bonelli (Verdi) che auspica "miglioramenti in Parlamento".

Il centrodestra non sembra intenzionato a spostarsi dalla linea del no. "Un attacco al valore fondante della famiglia e alle sensibilità di milioni di italiani - dice il forzista Renato Schifani - che apre la strada a pericolose forme di surrogati del vincolo matrimoniale, comprese le convivenze omosessuali". Il collega di partito Enrico La Loggia annuncia "battaglia in Parlamento".

Il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli, sottolinea come l'assenza di Mastella al Cdm faccia supporre che "l'Unione al Senato non sarà autosufficiente per approvare la legge, elemento ritenuto finora indispensabile da Prodi e dai leader dell'Unione per l'esistenza del governo". E la Lega, con Carolina Lussana, intravede nell'accordo "l'ennesima farsa di questo governo".

La Chiesa non nasconde la sua contrarietà. Il responsabile della commissione Famiglia della Cei, monsignor Anfossi, dice che la posizione del Vaticano è "severa" e che la legge è "da non farsi". Ma Pollastrini commenta: "Questo ddl è la prova che il governo non accetta divieti né pressioni, quindi garantisce l'autonomia della politica". La Bindi fa eco: "Faccio esercizio di laicità, quello che avranno da dire lo leggerò, so solo che abbiamo fatto un buon lavoro". Concorda Massimo D'Alema: "Il governo di centrosinistra ha mantenuto l'impegno con coraggio ed equilibrio".

(8 febbraio 2007)
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giovedì, 08 febbraio 2007
CriptoLella: LittleChip @ 19:46
CriptoStanza: comunicazioni di servizio, informazioni
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SPEED DATE (al femminile)
Hippie Hour
Via del Boschetto 34 - Roma


ne avete avuto un assaggio in un episodio di L word, ora l'evento di incontro tra single o accoppiate malandrine avrá luogo anche all'hippiehour!!!!!
in un clima giocoso e senza la pretesa di prendersi troppo sul serio
si avranno a disposizione cinque minuti per incontrare l'altra metá del cieloooooo!

Vi aspettiamo!

 

Verbale dell'assemblea condominiale: commenti (3)
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giovedì, 08 febbraio 2007
CriptoLella: Sorrisodimare @ 10:52
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LEGGO E POSTO PER FAR RIFLETTERE...

Pacs: e se facessimo 39 anni?

Furio Colombo

Mentre perdurano lunghe discussioni sul complicato e difficile tentativo di accordo tra i ministri Bindi e Pollastrini, per trovare i punti base di una buona legge condivisa sulle coppie di fatto; e mentre diventa sempre più evidente che l´ostinata buona fede di queste due componenti del governo sta diventando una palla al piede per tutta la maggioranza, si fa strada un nuovo e più audace percorso mirante a un rapido accordo. Ciò anche allo scopo di evitare l´improvvisa presentazione di un ordine del giorno Calderoli nel difficile passaggio al Senato.

Un ordine del giorno che potrebbe così recitare: «Viste le impossibilità di decidere del governo, il Senato approva».

Ecco dunque la necessità di non distrarsi dall´impegno preso e, allo stesso tempo, di non violare alcuna delle regole cautamente suggerite dalla Gerarchia cattolica al governo italiano, nel pieno diritto di espressione di quelle gerarchie e nel pieno dovere di recepimento osservante da parte delle istituzioni italiane. A tal fine si è alacremente lavorato, tutti insieme, laici e credenti, componendo un solido accordo di cui sono trapelati i punti fondamentali.

Primo. I dieci anni obbligatori richiesti di convivenza devono essere continui e ininterrotti per evitare finzioni e messe in scena che non si addicono al decoro del nuovo istituto. Pertanto andranno detratti i periodi di vacanze da solo (da sola) di uno dei partner, i periodi di studio fuori sede o all´estero, i viaggi e trasferte anche per obblighi di lavoro, i periodi eventualmente trascorsi su piattaforme Eni in Continenti lontani.

Secondo. I dieci anni di convivenza ininterrotta vengono aumentati di due per ogni cambiamento di indirizzo o di residenza, ciascuno dei quali richiederà una accurata indagine: il cambio è avvenuto per rendere più stretto o per allentare il vincolo di quella discutibile unione di fatto?

Terzo. Se nei dieci anni è inclusa la nascita di un figlio, occorrerà attendere la maggiore età del piccolo prima di far decorrere il periodo convenuto, al fine di evitare traumi e disorientamento al nuovo nato. In alternativa si potrà procedere all´adozione, ma, data la poca affidabilità del vincolo di fatto, ciò potrà avvenire solo con il permesso dell´Ambasciatore della Bielorussia.

Quarto. Alla scadenza dei termini, la coppia atea di fatto dovrà comunque mostrare di avere appreso rudimenti di Catechismo al fine di non dare luogo all´esistenza di un nucleo culturalmente estraneo alla religiosissima comunità circostante delle vere famiglie italiane.

Quinto. Alla donna della coppia atea di fatto è vietato portare un crocefisso (anche se di Bulgari) su ampia scollatura, camicetta sbottonata o petto nudo. Si tratta infatti di un privilegio concesso solo alla deputata cattolica Santanchè e alle Veline regolarmente legate dal matrimonio in Chiesa, con vendita esclusiva dei diritti a periodici Mediaset.

Sesto. In caso di decesso di uno dei due partner atei nel corso della lunga attesa, la salma dell´ateo o dell´atea di fatto potrà essere portata all´esterno del Municipio per le esequie. Se - come accade sempre più spesso - il Sindaco è un fervido credente e gli ripugna ricevere la salma di un ateo, per giunta partner di un´unione di fatto, le spoglie potranno essere trasportate per le estreme onoranze sul Raccordo Anulare, comunque lontano dalle Croci che ricordano i caduti del traffico, e previo assenso dei componenti credenti della Polizia Stradale.

Settimo. Il termine per la registrazione di una coppia di fatto atea che, per giunta, non sia eterosessuale, salgono a ventinove anni, a partire dal decimo anno di convivenza senza vacanze e solo nel caso che non sia intervenuto sfratto da un condominio di credenti. Il prolungamento dell´attesa è motivato, oltre che da evidenti ragioni di rispetto per l´istituto della famiglia composto da un uomo e da una donna e confermato con il rito religioso, anche dalla legittima aspettativa che, dopo ventinove anni più i dieci prescritti per tutti, nessuno vorrà più attentare alla sacralità delle famiglie italiane insistendo nel riproporre l´inconcepibile problema delle unioni di fatto, per giunta non eterosessuali
Editoriale dell'Unità.
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