Quickribbon Condominio Criptolelle & Co.
lunedì, 30 aprile 2007
CriptoLella: alcedoatthis @ 14:58
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Sperando di non offendere la sensibilità di nessuno vorrei consigliare la lettura di questo libro. L'ho trovato una divertente alternativa al catechismo di Ratzinger. Il libro affronta la bibbia mettendone in luce i paradossi sia dal punto di vista linguistico che logico e nonostante questo non l'ho trovato pesante, però mi sono divertita a guardare dritta negli occhi la farmacista imbarazzata che me l'ha venduto (neanche avessi comprato dental dams)...

 

Piergiorgio Odifreddi

"Perchè non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)" edizioni Longanesi €14.60.

(ps: si può fare pubblicità? Rimuovete subito il mio post se così non fosse...)

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lunedì, 30 aprile 2007
CriptoLella: FufaFaith @ 12:58
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Salve a Tutte :)

Faccio parte del condominio da un bel pò di tempo ma non ho mai postato...
Mi chiamo Alessia e sono di Messina, e volevo complimentarmi con chi ha risposto all'articolo 'Il diabete come l'omosessualità" o qualcosa così :)
Grandi :)

Ne approfitto anche per parlarvi di un telefilm molto carino: South Of Nowhere.
Sicuramente qualcuna di voi lo conosce...
E' raro che il tema dell'omosessualità venga trattato nel periodo adolescenziale e in South of Nowhere è tutto maledettamente veritiero, a differenza di the l word che amo ma che ,ahimè, riconosco quanto sia un tantino surreale.
Una mia amica, Tiredeyes, ha fatto un sito su South of Nowhere:
www.brownielove.it


Spero non ci siano problemi in questo mio post..
E spero di continuare a scrivere, sono un pò incostante.
Bellissimo Blog :)

Ale
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sabato, 28 aprile 2007
CriptoLella: la_lentezza @ 17:16
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E' da quando il blog è nato... che mi aggiro silenziosa tra le sue pagine.

Curioso entrarvi a farne parte.

Un saluto a tutte le condomine... ed un particolare ringraziamento a chi mi ha spedito l'invito.

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mercoledì, 25 aprile 2007
CriptoLella: Imogene @ 13:02
CriptoStanza: stupidario
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Vi aspetto qui per un sondaggio sui personaggi!
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venerdì, 20 aprile 2007
CriptoLella: Dariafax @ 00:48
CriptoStanza: passioni
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"Iniziai a pedalare come se dovessi fuggire da qualcosa... in realtà stavo fuggendo... da quelle emozioni, dai ricordi, dai sogni... ho consumato la mia vita come se nulla fosse, ho conosciuto tante donne che mi hanno detto 'non dimenticarmi' ma me le sono scordate tutte... eppure, ora che sono vecchio, l'unica che non ho mai scordato è lei... Malena..."

Dice circa così Renato alla fine di un film che mi è piaciuto molto: Malena.
Certi amori non si scordano mai soprattutto se sono irraggiungibili, irrealizzabili e impossibili.
Si vive anche di sogni, di illusioni, di emozioni così forti da voler piangere...
Poi essi si tramutano in ricordi, ed ogni ricordo è una nuova emozione...

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giovedì, 19 aprile 2007
CriptoLella: XLuce @ 18:51
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"COMING OUT   SI... NO... FORSE..."

un momento di incontro e condivisione tra chi ha fatto o no questo passo.

Parliamone tutte insieme lunedì 23 Aprile ore 20:30 in sede

Viale G. Stefanini n° 15 Roma

Metro Pietralata

A disposizione per ogni eventuale informazione o chiarimento vi auguro una splendida serata :)

Baci e abbracci

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mercoledì, 18 aprile 2007
CriptoLella: Sorrisodimare @ 11:56
CriptoStanza: informazioni
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L'ARCIGAY REPLICA A CARONITI

L'associazione risponde allo speciale "Diabete ed omosessualità", pubblicato sul nostro giornale, a firma di Dario Caroniti

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota inviataci dall'Arcigay in riferiemento allo speciale "Diabete ed omosessualità" a firma di Dario Caroniti.

"Desideriamo esprimere sdegno, stupore e profondo fastidio per le gravi ed inaccettabili affermazioni contenute nell’articolo a firma di Dario Caroniti e da Voi pubblicate sul Vostro giornale con il titolo “Diabete ed omosessualità”.

Riteniamo gravissimo presumere di trattare di qualsiasi argomento senza possedere i necessari requisiti di informazione scientifica o culturale e di oggettività nell’analisi.

La semplice affermazione contenuta già nel titolo e che parifica, a detta di Caroniti, l’omosessualità al diabete come espressione di una dimensione patologica, è gravemente infondata e fuorviante rischia di alimentare disinformazione e discriminazione.

Ci limitiamo a ricordare che l’omosessualità non è una patologia, ma una normalissima, naturale, modalità dell’essere, assolutamente presente in natura e diffusa, in modo provato, in un vastissimo numero di specie animali: dunque pienamente inscritta nella naturale possibile identità di uomini e donne.

Ad affermarlo non siamo noi, né il Movimento gay nazionale o internazionale, bensì l’Organizzazione Mondiale della Sanità,ovvero il massimo organismo scientifico/medico del mondo, che da venti anni ha definitivamente ed inequivocabilmente stabilito che l’omosessualità non è una patologia, ma un modo di essere tra i tanti possibili! Ignorare questa posizione, ribadiamo chiarissima e definitiva, non fa torto solo alle persone omosessuali, ma anche ai Vostri lettori ed offende l’intelligenza e la buona fede della gente.

Stigmatizziamo duramente e severamente questo modo di ricostruire una modalità dell’essere in maniera da farla apparire una malattia; perché questo è esattamente quello che alimenta disprezzo, discriminazione e persino atteggiamenti persecutorii e violenza.

Se un qualche Vostro lettore dovesse sentirsi legittimato a “punire” l’omosessuale di turno, colpevole di essere tale, chi gli spiegherebbe che sta sbagliando? Il Professore Caroniti forse? E lo stesso Professore Caroniti si rende conto che certe affermazioni, false e fuorvianti, espongono soggetti più fragili al rischio di essere oggetto di discriminazione?

Si rende conto che presentare convincimenti personali, come verità oggettive è intellettualmente inaccettabile? Si rende conto che le offese alla dignità della persona sono inaccettabili per qualunque tipologia di pensiero, da quello laico a quello cristiano? Lui si sentirebbe gratificato nel sentirsi definire un “malato” perché ama una persona anziché un’altra?

Che cosa c’entra, con tutto questo, la vicenda di due poveri sventurati, scomparsi in circostanze ancora, a quanto ci consta, non del tutto chiarite? Dov’è il buon gusto che impone il rispetto per i vivi e per i morti? Perchè tentare di scavare nella vita privata delle persone, in modo tendenzioso, per piegarla alla propria personale e, consentiteci, discutibilissima visione del mondo?

La vicenda di Matteo dimostra esattamente che Caroniti ha torto. Non è essenziale stabilire se Matteo era omosessuale o meno, ma è importante ricordare, piuttosto, che è stato perseguitato in quanto identificato come omosessuale. Gli insulti di cui era oggetto in modo pesante lo provano indiscutibilmente!

Avere una natura più fragile è una colpa per Caroniti? E’ una prova della malattia? Sono affermazioni gravissime che istigano al disprezzo ed alla discriminazione, ed offendono la dignità delle persone, non solo di quelle omosessuali. Di tutte le persone!

Ricordiamo a Caroniti che nel conflitto tra Antigone e Creonte, lui cita i fondamenti della civiltà greca, le scelte sessuali non erano di certo dirimenti. L’unico valore vero era il rispetto della persona, della sua dignità, dei suoi sentimenti e dei suoi diritti.

Questo è anche quello che ispira la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione: il punto più alto della civiltà giuridica europea ed occidentale contemporanea, un documento che espressamente afferma e tutela l’orientamento sessuale.

Caro Caroniti la tutela dei diritti della persona, in quanto tale, è affermazione essenziale dei valori culturali di questa parte del mondo. Di questi valori la tutela dei diritti delle donne e degli omosessuali è parte integrante: è sufficiente considerare dove e perché i diritti di donne ed omosessuali vengono invece calpestati ed annullati…!

Sui Dico ognuno ha il pieno diritto di avere il suo personale convincimento e di manifestarlo ma questo non consente di qualificare come “malati” degli esseri umani che amano e sognano secondo i propri desideri e le proprie emozioni.

Se queste affermazioni, ribadiamo gravissime e inaccettabili, celano una qualche buona fede, allora Caroniti ci spieghi ed accetti un incontro pubblico su questi temi".

Il Presidente del Coordinamento regionale Arcigay Sicilia, Paolo Patanè,
il Presidente del Comitato provinciale Arcigay Messina Salvatore Maiorana, la Presidente onoraria di Arcigay Messina Roberta Palermo, il Direttivo provinciale Arcigay Messina

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martedì, 17 aprile 2007
CriptoLella: ElfaHachy @ 19:48
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Primo respiro all'interno di tanta bellezza,..
Un mondo in cui la porta vien aperta senza che si consumi l'attesa del chiedere il permesso..
Muovo i miei primi passi tra voi,coinquiline,nella speranza che la mia permanenza possa in ogni caso esser gradita....

E dopo questa aulica presentazione ...grazie per avermi fatta entrare *(^_^)*....
Bacio...

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martedì, 17 aprile 2007
CriptoLella: alcedoatthis @ 11:13
CriptoStanza: stupidario
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Care condomine, con il vostro invito si avvera un sogno. Fin da piccola sognavo di vivere in un luogo ad alta densità femmile, tanto che crescendo mi ero rassegnata a coronare il mio sogno dopo la pensione quando me ne sarei andata in lesbizio dolcemente assistita da giovani infermiere dell'est europeo rigorosamente lelle. Sognavo giardini con panchine, discussioni accese (con flebo volanti, cateteri spaziali, meglio di goldrake) su femme e butch, su chi è la più bella di L-word, sognavo corse con le sedie a rotelle (che le lesbiche sono sempre competitive anche a 90 anni) con le infermiere che scommettevano e commissione antidoping. 

E invece eccomi qua, grazie a voi. Mi dite dove mi sistemo? Sono piccola, sto in un angolo e non sporco. Ho solo un uccellino che mi tiene compagnia, un adorabile grifone, spero che lui e il gatto vadano d'accordo e non si contendano le bistecche...

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lunedì, 16 aprile 2007
CriptoLella: Sorrisodimare @ 12:47
CriptoStanza: comunicazioni di servizio, informazioni
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Diabete ed omosessualità

Un medico nota i sintomi del diabete in un paziente da lui visitato. Avvertitolo dei rischi che corre gli prescrive una cura atta a tenere la malattia sotto controllo. Lo stesso paziente, non contento, si reca da un secondo medico. I sintomi sono i medesimi, tuttavia, rivolto al paziente, questi si esprime così: “Non si preoccupi, il diabete non è una malattia, anzi, è un modo diverso di vivere. Non si faccia irretire da quanti affermano una presunta normalità e impongono agli altri il loro personale punto di vista!”

Felice per il responso medico, il paziente, che adesso si sente guarito e rinvigorito, corre in una pasticceria ad abbuffarsi di dolci. Dopo pochi giorni, però, gli sbalzi di zuccheri gli causano una forte instabilità d’umore. Sempre più nervoso, egli litiga prima con i vicini e poi con i parenti, fino a che, in preda a uno scatto di ira, non picchia la moglie. Pronti giungono i carabinieri, tuttavia, durante il trasporto verso il carcere, il poveretto ha una crisi glicemica che lo porta alla morte.

Quale è stata la conseguenza dell’avere ignorato che esiste in natura una normalità e una patologia? Che pur essendo la malattia un fenomeno naturale non contraddice per questo l’esistenza di uno stato di salute che rappresenta invece l’intrinseca natura dell’essere umano? Il medico che aveva prescritto al paziente una cura contro gli effetti del diabete aveva forse provato a ghettizzarlo? Individuando il diabete come una malattia aveva forse mancato egli di rispetto alla natura della persona umana che a lui si era rivolta?

Questo esempio potrebbe apparire assurdo per un tipo di malattia come il diabete. L’assurdità si trasformerebbe tuttavia in ira e in insulti contro di me se, al posto del diabetico, io considerassi una persona affetta da patologie sessuali o, meglio, psicosessuali. La paura di essere additato come “politicamente scorretto” non è tale da fermarmi dal porre le medesime domande a proposito dell’omosessualità.

Se è vero che alcune persone fin dalla nascita manifestano delle problematicità ad identificarsi col loro sesso (maschietti effeminati e femminucce mascoline, per intendersi), è ancor più vero che vi sono persone che nascono col diabete, altre senza un braccio o comunque con varie possibili malformazioni. Giudichiamo queste malformazioni in base a un parametro di normalità dato non dalla media dei nati, ma dallo sviluppo sano dell’essere umano.

Attenzione però, perché l’essere un bambino effeminato o una femminuccia mascolina non è in sé una patologia che necessita di cure, come non ci sarebbe nulla di male, quando si cresce, nell’essere sessualmente attratti da un maschio anziché da una femmina o viceversa.

Il problema giunge nel momento in cui si dovesse scegliere di vivere attivamente la sessualità in modo opposto alla propria natura fisica. L’azione sessuale omosessuale equivale al cibarsi di zuccheri quando si è predisposti al diabete. È un’azione fuori dall’ordine naturale che non rimane senza conseguenze, esattamente come una relazione sessuale extraconiugale. La pratica sessuale disordinata alimenta quello che Platone definiva il disordine dell’anima, aggravando il problema psichico, che è stato causa e premessa dell’azione scorretta.

Cercare di giudicare atti naturali il “sesso libero” o quello omosessuale induce a perdere di vista la possibilità di recuperare l’equilibrio psichico. Le conseguenze di questo atteggiamento culturale, che va dallo slogan “omosessuale è naturale” fino ai futuri (speriamo di no) DICO, sono in questi giorni del tutto evidenti anche nella nostra società.

Solitudine che appare ancora più grave in quei giovani adolescenti che, scoprendo la loro propensione sessuale verso il proprio sesso, non trovano nella società altra risposta che assecondare la loro pulsione sessuale, intavolando uno scontro direi schizofrenico tra la loro natura umana e un appetito sessuale sregolato. Le reazioni di alcune delle organizzazioni fondate sul tipo di sesso praticato alla tragica vicenda di Matteo, il giovane sedicenne suicida, è poi emblematica.

L’on. Grillini, uno dei loro massimi rappresentanti, afferma che il povero Matteo si sarebbe suicidato perché, in quanto omosessuale, non era accettato dai compagni. Non si accorge, il Grillini, che il suo medesimo ragionamento è prova del carattere patologico della omosessualità: non si può affermare che si arriva al suicidio perché si è oggetto di una presa in giro.

In realtà, appurato che Matteo fosse omosessuale, evidentemente non avrebbe sopportato lo sfottò, come le altre difficoltà della vita, perché viveva un disagio interiore che andrebbe ricercato nei problemi psicologici ed esistenziali che il giovane avrebbe subito nella fasi dell’infanzia, della pubertà e della prima adolescenza.

La causa andrebbe quindi ricercata, più che nel bullismo dei compagnetti, in una situazione familiare a tal punto lacerata che i suoi genitori divorziati, anche durante il funerale del figlio, sono rimasti sempre divisi e in radicale contrasto.

Stiamo in questi anni collezionando vittime di una società che sta del tutto disperdendo l’idea stessa di ordine naturale e di virtù dell’anima. Concetti questi che non sono stati introdotti dal cristianesimo, ma sono l’eredità più importante a noi lasciataci dalla ragione filosofica degli antichi greci, fondamento della civiltà.

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venerdì, 13 aprile 2007
CriptoLella: Dariafax @ 23:58
CriptoStanza: lella o bsx
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STA DIVENTANDO UNA MODA ESSERE GAY?

Ormai è naturale per certe case di moda (soprattutto estere) farsi pubblicità ricorrendo a delle immagini che alludono (in maniera più o meno esplicità) all'omosessualità. Inoltre molte delle varie starlette, cantanti, veline, letterine, trottoline, attrici in voga oggi non si sono fatte sfuggire l'occasione di essere immortalate in una bella posa saffica (che fa sempre tendenza). Voi che ne pensate di questo fenomeno? Inorridite perchè leggete lontano un miglio sulla fronte di queste "lelle" usa e getta "sono pagata per baciare quest'altra" (come nel caso delle T.A.T.U) oppure siete contente che il tabù della lesbica è diventato un po' meno tabù?

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giovedì, 12 aprile 2007
CriptoLella: Hecate @ 15:14
CriptoStanza: diritti
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  Caro amico, cara amica,

         ti scriviamo questa lettera in quanto firmataria/o del Manifesto-Appello per l'eguaglianza dei diritti che chiede l'accesso all'istituto del matrimonio anche per le persone lesbiche e gay quale traguardo compiuto di uguaglianza sostanziale e formale e superamento di pesanti discriminazioni sociali, culturali e giuridiche. Ti ringraziamo per aver aderito a questa iniziativa.

         Abbiamo deciso di far sentire la nostra voce su un tema che costituisce l'obiettivo di tutti i movimenti glbt in Europa e nel mondo, ma che in Italia è considerato tabù, e del quale addirittura troppe volte si nega costituisca una rivendicazione delle persone glbt.  Capita spesso di sentire dal mondo politico, anche nell'ambito del dibattito Dico si / Dico no, frasi del tipo: "ma in Italia nessuno chiede il matrimonio per le persone gay…". Non è così ed è bene che lo si sappia! Ugualmente, è importante che tutti possano rendersi conto che le discriminazioni verso le persone glbt , e di conseguenza gli ostacoli al compimento di istanze irrinunciabili di giustizia sociale, non verranno superate né con i Dico né con leggine da elemosina o da compromesso politico fatte per asservire il potere teocratico clericale-vaticano.

         Abbiamo bisogno di aiuto per diffondere il "Manifesto per l'eguaglianza dei diritti". In queste settimane grazie all'attenzione di alcuni media, specialmente gay, e in particolare al forte sostegno del sito www.gay.tv - che ringraziamo -, siamo riusciti a raggiungere quasi 2.700 firme 'pubbliche', visibili sul sito internet e una cinquantina 'riservate'. Altre 400 firme le abbiamo raccolte in P.za Farnese a Roma durante la manifestazione "Diritti ora" del 10 marzo scorso dove il nostro Manifesto ha avuto molto successo. Ringraziamo inoltre in modo particolare anche coloro che ci stanno aiutando: il Webmaster Mihaj Romanciuc, Guido Allegrezza, Clara Comelli, Luca Piva, Yuri Guaiana, Carlo Donati, Matteo Pegoraro, Francesco Conti, Malena Zingoni e Josè Rodrigo dalla Spagna, Ottavio Marzocchi da Bruxelles.

Le firme sono tante rispetto ai pochi canali di pubblicizzazione di cui abbiamo finora goduto, e ancora troppo poche per le ambizioni del Manifesto-Appello.

         Altra questione molto importante è la qualità delle firme: vi sono quelle di quasi tutti i rappresentanti del mondo associativo, editoriale, culturale e ricreativo glbt, insieme a quelle di alcuni parlamentari, in primis quelli radicali. In questi giorni si sono poi aggiunte, tra le altre, quelle di Gianni Vattimo, Luciana Littizzetto e della Open House di Gerusalemme.

         L'aiuto che ti chiediamo è di diffondere il Manifesto-Appello attraverso i tuoi canali, amiche e amici, fidanzate o fidanzati, amanti, conviventi, famiglie di fatto o di diritto, siti internet, blog, giornali, media, mailing list e altre vie. Un altro modo per sostenere questa iniziativa è quello di costituire un comitato locale ad hoc come già hanno fatto a Salerno e a Trieste dove ci sarà un dibattito il 14-4 sul Manifesto
(http://www.christinasponza.it/dibattito_matrimoniodirittogay.htm).

         L'obiettivo è di far sentire più forte la nostra voce. Dobbiamo anche batterci per coloro che non possono farlo e che si trovano in condizioni difficili.

         Aiutaci anche con un contributo (le modalità si trovano sul sito www.matrimoniodirittogay.it). Finora abbiamo raccolto pochi spiccioli (50 Euro) a fronte di molte spese. 

         Grazie per l'attenzione.

         Se vuoi scrivici a questo indirizzo: info@matrimoniodirittogay.it

 

Un carissimo saluto dal Comitato Promotore del Manifesto per l'eguaglianza:

Sergio Rovasio, Radicale, membro della Direzione della Rosa nel Pugno - Roma
Aldo Brancacci, Professore ordinario, Università Tor Vergata - Roma
Gigliola Toniollo, Cgil Nuovi Diritti, Direzione di Radicali Italiani - Roma
Stefano Fabeni, Director Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender and Intersex Initiative
                        Global Rights, Washington – Usa

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mercoledì, 11 aprile 2007
CriptoLella: elleeci @ 15:59
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Caro Condominio,

non ho saputo resistere!

E' un semplice copia-incolla di un'articolo segnalatomi dalla cara amica di web Lau, che ha sua volta ha copiato da http://anellidifumo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1189604 

Ritenevo fosse particolarmente interessante...

Cri di Elleeci

 

"BBC: Ratzinger favoreggiatore della pedofilia sin dal 1962. Ovvero: "Lasciate ke i pampini fengano a noi"

 

"The Pope played a leading role in a systematic cover-up of child sex abuse by Roman Catholic priests, according to a shocking documentary to be screened by the BBC tonight".

La traduzione di queste due righe quissù è: "Secondo uno scioccante documentario che sarà trasmesso oggi dalla BBC, il papa ha giocato un ruolo chiave nella copertura sistematica di
abusi sessuali su bambini condotti da preti della Chiesa Romana Cattolica".

La notizia viene data, con risalto,
dal Daily Mail e da molti mezzi di comuni- cazione in lingua inglese. Io la ricordo bene, perché quando tentai di parlare della stessa cosa sul mensile Babilonia, venni censurato dalla direttrice della "rivista" con l'alta motivazione "noi vogliamo fare un giornalismo gradito a tutti, che non se la prenda con nessuno". Un giornalismo molto originale, devo dire... quello dei leccaculo, in altri termini. Un giornalismo distante anni luce da questo della BBC, per intenderci. (Cliccate su " Watch the latest edition of Panorama " per vedere il filmato trasmesso dalla BBC sul papa favoreggiatore della pedofilia).Da quel giornalismo io mi dimisi, altri invece ci sguazzano.

La questione è, ai miei lettori, in parte nota. Una
missiva in latino, datata 18 maggio 2001, con la quale l’allora Prefetto per la congregazione della fede impartiva a tutti i vescovi cattolici del mondo – pena la scomunica - il “segreto pontificio” sui “reati penali gravi, come per esempio l’abuso sessuale di bambini” eventualmente commessi da membri della sua congregazione. La missiva stabiliva che “solo i tribunali speciali ecclesiastici” avrebbero potuto inquisire gli uomini di chiesa che si fossero macchiati di tali crimini. Questa lettera, già di per sé, costituiva reato di favoreggiamento della pedofilia e favoriva quell’insano clima di omertà ecclesiale davanti al peccato mortale più terribile di tutti: la violenza contro i bambini.
Adesso la BBC ha scoperto un nuovo documento che fa retrodatare il terribile comando al 1962 e l'emittente di Stato britannica sostiene che Ratzinger ebbe la sua parte nello stendere questo documento. Parliamo del Crimen Sollicitationis, un atto che doveva rimanere "riservato e segretissimo" a tutti i vescovi cattolici e in particolare a quelli nord americani, ordinando loro di non denunciare alle autorità locali i casi di pedofilia di cui fossero venuti a conoscenza all'interno della Chiesa. La Chiesa - poi - avrebbe provveduto a spostare (non certo a radiare dalle sua fila) in un'altra diocesi il prete o il cardinale vizioso di turno; fatto di recente accaduto per il cardinale di Boston, Bernard Law, spostato a Roma in seguito a un ignominioso processo per pedofilia. Ricordo che lo spostamento vicino San Pietro, in ambito di Chiesa, equivale a una promozione.

Su questa tristissima vicenda, s'inserisce poi il ruolo di Ratzinger relativo a Juan Carlos Patino-Arango
un prete della parrocchia di Houston che, grazie alle pressioni personali dell'odierno pontefice, venne fatto fuggire nell'agosto del 2000 dagli USA, dove era stato
accusato di essersi - perdonate il termine tecnico - inculato tre chierichetti della parrocchia di San Francesco di Sales di Houston.
Il Tribunale della contea di Harris (Houston) aveva inquisito il prete e ha accusato Ratzinger, l'arcivescovo Joseph Fiorenza e il reverendo William Pickhard di "copertura e favoreggiamento della pedofilia relativamente al caso del seminarista Patino-Arango", chiamandoli alla sbarra per discolparsi. Siamo al settembre del 2000.

Il Vaticano, nel 2005 - per mano del nuovo pontefice, ossia lo stesso Ratzinger - ha fatto pressioni sul governo americano al fine di insabbiare il processo. Il ministro della Giustizia statunitense ha dunque ordinato al Tribunale di Houston di "lasciar perdere", in quanto la questione "era contraria agli interessi di politica estera degli Stati Uniti d'America". AGGIUNTA: Divertente il modo in cui l'ambasciata Vaticana a Washingotn chiese al governo Usa l'insabbiamento del procedimento penale per il papa: trattasi di "Capo di Stato" e NON di "figura spirituale" (e ti credo: il Capo di Stato ha diritto a immunità diplomatica totale secondo la legge americana e credo anche il diritto internazionale, le "figure spirituali" no).

Ovviamente, tutto ciò ha occupato i servizi principali e le prime pagine dei giornali anglosassoni delle due coste dell'Atlantico. In Italia, un trafiletto su Liberazione, un altro sul Manifesto, uno ancora su Repubblica a pagina 36, uno su Indymedia e un servizio di qualche pagina su Aut Magazine, a mia firma.

Adesso la BBC viene fuori con nuove accuse e nuove prove. Se il sovrano di Città del Vaticano non fosse assoluto, ma fosse un monarca costituzionale, davanti a un simile scandalo (altro che Watergate, qui) sarebbe costretto alle dimissioni. Essendo lui un re non deponibile dai suoi sudditi, se ne fregherà.
Ma che almeno in Italia si sappia di che pasta è fatto l'uomo.
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martedì, 10 aprile 2007
CriptoLella: hanwi @ 18:17
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Scusate se alzo il volume, ma è per una buona causa... =)

Per L'AmministratorA... di modo che impari qualche canzoncina del mio piccolo passato hippie

VOLUME ALTISSIMO E ONDEGGIARE LE BRACCIA!

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lunedì, 09 aprile 2007
CriptoLella: ScrittoSulCorpo @ 10:59
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Buona Pasquetta

a tutto il condominio

:o)

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