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domenica, 31 agosto 2008
CriptoLella: piumavolante @ 23:20
CriptoStanza: passioni, provocazione
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lunedì, 25 agosto 2008
CriptoLella: hanwi @ 17:02
CriptoStanza: diritti, omofobia
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Australia, sindaco di Sydney crea zone anti-omofobia

Reuters - Lun 25 Ago - 11.44

SYDNEY (Reuters) - La capitale gay dell'Australia, Sydney, ha in programma di creare delle zone "libere da omofobia" in cui i locali (bar, discoteche, alberghi) rischiano di perdere la licenza nel caso in cui i proprietari commettano abusi o violenze di stampo omofobico.

Lo hanno riferito ieri i media locali.

Il provvedimento riguarderà prima di tutto il principale quartiere gay della città, quello di Oxford Street, dove ogni anno si tiene una delle più grandi parate del mondo dedicata a gay e lesbiche.

Il sindaco di Sydney, Clover Moore, ha detto che il provvedimento punta a riconoscere "il carattere essenzialmente gay di Oxford Street" e giunge in risposta alle denunce di gay riguardo ad abusi di stampo omofobico nei locali notturni.

Il provvedimento potrebbe richiedere agli esercizi pubblici locali di utilizzare segnali e adesivi per dichiarare che si tratta di zone "libere da omofobia" e per includere misure anti-omofobia nell'addestramento del personale.

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venerdì, 22 agosto 2008
CriptoLella: Cointreau @ 09:13
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Morto steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni

L'ultima telefonata al padre: vado via per un po'. Ma la famiglia non sapeva dove. Il giallo dell'identificazione

DAL NOSTRO INVIATO
MADRID - Domenico aveva osato sognare una vita accanto al suo amico più amato, Pierrick. Diceva che «solo chi sa sognare può volare» e chi l'ha conosciuto giura che quelle parole non avevano niente a che fare con la sua professione di steward. Anni e anni passati in volo, prima per l'Alitalia, poi per l'Air France. Domenico Riso, cresciuto sotto il sole e davanti al mare della Sicilia, prendeva più aerei che autostrade, vedeva più nuvole che palazzi. È l'unico italiano morto fra le lamiere e le fiamme dell'Md-82, sulla pista di Barajas. Aveva 41 anni e la pretesa di chi è felice: vivere cent'anni assieme alle persone più amate. Pierrick e il suo bambino di tre anni, Ethan: erano loro quelle persone. Erano la sua «famiglia», le sue vacanze, i suoi sogni, i suoi coinquilini nella bella casa di Parigi, «una piccola reggia accogliente e calda » conferma il cugino dello steward, suo omonimo. Pierrick Charilas ed Ethan erano accanto a lui sul volo della catastrofe. Sono morti seduti l'uno vicino all'altro perché martedì pomeriggio Domenico era fra i passeggeri: non era salito su quell'aereo per servizio. Stavolta si partiva per le vacanze, tutti e tre assieme, come al solito, per qualche giorno di riposo sulle spiagge delle Canarie. Domenico aveva ottenuto dalla Spanair una tariffa agevolata, quella riservata ai bambini. Per questo accanto al suo nome, nella lista dei passeggeri, c'era scritto «niño», bambino, e per questo è stato difficile identificarlo. Nessuno fino a ieri mattina aveva chiesto informazioni su quel passeggero dal nome italiano. Non una chiamata di un parente o di un amico allarmato. Sembrava un giallo. All'ambasciata e alla Spanair hanno capito dopo il perché. Domenico era sempre in volo e spesso non chiamava nemmeno casa per dire dove stesse andando. Un volo per lui era come spostarsi in macchina di pochi chilometri. Aveva telefonato al padre Pietro poche ore prima di partire, martedì. Ma erano state soltanto due parole: «Vado in vacanza per un po'», nessun dettaglio sulla destinazione. Così né il vecchio marinaio Pietro né le sorelle di Domenico (Concetta e Marianna) potevano immaginarlo sull'aereo della morte (la madre è scomparsa qualche anno fa). Lo hanno saputo ieri mattina, a casa Riso. E hanno saputo anche di Pierrick ed Ethan, nomi tante volte sentiti dalla voce di lui. Pierrick una volta era campione di aerobica, ha avuto una storia d'amore poco fortunata con la madre di Ethan e poi ha deciso di vivere con il bambino e Domenico nell'appartamento parigino, come fossero una famiglia fra tante, con il bambino da tirare su assieme. Non che la cosa sia sfuggita alle malelingue di Isola delle Femmine, borgo marinaro alle porte di Palermo che «l'uomo dei cieli» (come lo chiamavano gli amici) aveva lasciato nel 1997 per la capitale francese. Due uomini che vivono assieme, si sa, sono fonte di chiacchiere e in paese non sono certo le chiacchiere che mancano. Se poi c'è di mezzo un bambino piccolo, amatissimo da tutti e due e che per Domenico era come un figlio, si può arrivare fino ai pettegolezzi più velenosi. Ma lui, Domenico, ha sempre tirato dritto per la sua strada. Come fece quella volta che decise di mettersi l'orecchino. Pazienza se qualcuno non gradiva. Se qualche parola di troppo lo irritava respingeva la rabbia cantando, lirica soprattutto, una delle sue tante passioni. Non era tipo che non osasse, Domenico. Lui volava. E «solo chi sa sognare può volare». La vittima italiana Domenico Riso, 41enne siciliano, steward dell'Air France morto nell'incidente aereo. Riso si trovava con il compagno e il figlio di lui.

Giusi Fasano dal corriere.it

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domenica, 17 agosto 2008
CriptoLella: Imogene @ 19:07
CriptoStanza: amore, famiglia, auguri, diritti
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lunedì, 11 agosto 2008
CriptoLella: Cointreau @ 09:31
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In questo periodo sento spesso parlare di ragazze gay, come di ragazze "maschili". Leggo della figlia di Celentano che era andata da una psicologa che le ha detto: "Non sei lesbica, perchè sei troppo femminile." Guardo le gare alle olimpiadi e appena c'è una ragazza non proprio femminile, ecco i commenti...

Ad esempio Gro Hammerseng e Katja Nyberg (giocatrici di pallamano norvegesi che stanno insieme), vi sembrano particolarmente maschili?
Vi posso assicurare che nessuno, ma proprio nessuno mi ha mai detto che sono "maschile", non nel mio essere fisicamente, non nel mio modo di fare. Magari mi vesto casual più che elegante con tacchi da 12 (anche se devo ammettere che certi stivali con il tacco alto, hanno il suo fascino su di me) ma, credo che questo sia un'attitudine, gusti, più che una cosa gay.
Ma davvero lesbica è uguale a maschile?
Ed io, che sono tutto tranne che maschile...se mi sentissi dire una cosa del genere da uan psicologa, scoppierei a ridere e cambierei analista, subito.

Buone vacanze a tutte.

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lunedì, 04 agosto 2008
CriptoLella: blacktear @ 01:04
CriptoStanza: politica, famiglia, diritti
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Una recente discussione in Gay Forum mi spinge a farvi questa domanda:

se domani istituissero una unione tra persone omosessuali, chiamata non so "unione civile" o "domestic partnership" o qualcosa del genere, la contrarreste?
o vorreste a tutti i costi il nome "matrimonio"???

Mi sono trovata a scontrarmi con persone che dicono che la forma sia importante tanto quanto la sostanza.
A me del nome non importa, potrebbero chiamarlo con una vecchia battuta del telefilm "Streghe" anche con un nome assurdo tipo
"rutabega" e io lo vorrei comunque. Alla fine quello che conta è il risultato davanti alla legge, o no?... No...?

Vi prego non ditemi che anche voi colleghe criptolelle pensate che se non si chiama "matrimonio" allora non è vera uguaglianza...

Io ho una civil partnership... eppure mi sento identica a tutti gli altri...
E se leggeste le parole che ho recitato quando mi sono sposata vedrete che evidenziano concetti di amore, cura reciproca, relazione e condividere la vita... in che modo queste formule sarebbero discriminanti verso gli omosessuali??
Verbale dell'assemblea condominiale: commenti (18)
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