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Buongiorno,
Vi scrivo per l'articolo da Voi pubblicato il giorno 29-10-2008
L'articolo raccontava del fatto che Helen Hunt nei giorni scorsi è stata tra gli invitati, insieme all'attuale compagno Matthew Carnahan, ad un matrimonio a Santa Monica. Niente di strano si direbbe, dov'è la notizia? A ben guardare qualcosa di cui parlare ci potrebbe essere visto che la coppia partecipa al matrimonio tra due amiche della Hunt.
Si tratta quindi di un "Matrimonio lesbo". Pertanto la presenza di star di Hollywood ad un matrimonio lesbo fa di per sè notizia, di costume, ma pur sempre notizia.
La cosa che tuttavia fa ancora più notizia è stata la scelta editoriale del Vostro giornale che ha ripreso le immagini (scattate dai fotografi al matrimonio) e, per poter far leggere la notizia il più possibile, ha titolato "Helen Hunt al matrimonio scandalo".
Vi ricordo che il 15 maggio 2008 la Corte Suprema californiana ha abolito la legge, che vietava i matrimoni fra persone dello stesso sesso, dichiarandola anti-costituzionale e dall'entrata in vigore della nuova legge sono stati celebrati in California 11.000 matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Quindi posso capire che i matrimoni non vendono sui giornali e pure i matrimoni tra persone dello stesso sesso oramai non fanno più notizia in California, ma se si stuzzica la curiosità e soprattutto il perbenismo dei lettori con la speranza di leggere un articolo dal pruriginoso contenuto, ecco che le vendite salgono di parecchio.
Ancora una volta il Vostro giornale lascia da parte il buon gusto e il politically correct in nome di sterili polemiche da popolino per cercare un numero di lettori maggiore e presenta come scandaloso un semplice evento che altrimenti potrebbe essere relegato alla rubrica "gossip".
Un po' come quando si mettono due seni poggiati su un grafico a torta per poter vendere la "crisi" anche a chi guarda solo i calendari o si mettono in mostra due "belle pere" per pubblicizzare il gorgonzola a chi non lo comprerebbe, se non gli ricordasse qualcosa di proibito.
Inutile quindi mandare strali contro l'informazione inginocchiata davanti al regime, oppure contro l'informazione del pettegolezzo e della pruderie, quando è la stessa La Repubblica ad inginocchiarsi davanti alla volontà di vendere/o far leggere più copie, senza pensare alla correttezza dell'informazione stessa.
Cordiali saluti.
marzia Lorenzi
se volete vedere l'articolo:
http://trovacinema.repubblica.
se volete potete copiarla e inviarla anche voi.









), un conto è dividere le persone in un momento di apprendimento, crescita, formazione e confronto. Lo trovo addirittura deleterio.