Quickribbon famiglia | Condominio Criptolelle & Co.
giovedì, 02 ottobre 2008
CriptoLella: hanwi @ 14:40
CriptoStanza: politica, famiglia
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Care Signore,

ma 'sta storia dei Di.Do.Ré. a parte la cacofonia impronunciabile, come vi pare?

O.O

Verbale dell'assemblea condominiale: commenti (1)
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sabato, 06 settembre 2008
CriptoLella: Hecate @ 15:08
CriptoStanza: amore, libri, famiglia, diritti
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Scritto con tatto, ma senza ipocrisie, il romanzo "Tra mamma e Jo" di Julie Anne Peters, tratta il tema dell'adolescenza, della famiglia e del pregiudizio che si scatena attorno ad una coppia omosessuale con prole. Nick, protagonista e voce narrante, è un adolescente che racconta, attraverso una serie di aneddoti, la propria vita con due donne profondamente diverse. Erin, la madre naturale, ha un carattere prudente, portato al compromesso. Jo, la compagna di Erin, è spontanea, spesso irresponsabile.


Nick ama entrambe ed è ricambiato, ma non sono poche le difficoltà che deve affrontare. Il romanzo descrive il faticoso inserimento a scuola e le discriminazioni di chi non accetta Jo ed Erin come coppia con un figlio. Ma l'autrice tocca anche le problematiche che derivano dalla separazione dei genitori. Quando Erin s'innamora di un'altra donna, per il giovane protagonista inizia un periodo di frustrazioni, diviso tra le rivendicazioni della madre naturale e la volontà di Jo di continuare ad essere presente per un bambino che ha visto crescere e che considera parte di sè. Nick si troverà dunque a riflettere sul significato dell'amore e delle relazioni, fino al punto di mettere in discussione il primato della propria madre biologica.

"La voce di Nick è così autentica, che ci si scorda della situazione particolare in cui vive, e scatta un immediato processo di identificazione. Un romanzo toccante sulle relazioni che si costituiscono nella famiglia in cui veniamo a nascere." The Horn Book

"Uno sguardo sincero sulle relazioni fra figli di genitori separati, con la interessante variante dell'essere figli di genitori omosessuali." Kirkus Reviews

Julie Anne Peters (1952) è l'acclamata autrice di "Keeping you a Secret" e di "Luna". Ha vinto un'edizione del Colorado Authors' League Top Hand Award e un Lambada Literary Award.

Tra mamma e Jo

di Julie Anne Peters

trad. Carlotta Scarlata

pagine 176

prezzo 13 euro

edizioni Playground


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domenica, 17 agosto 2008
CriptoLella: Imogene @ 19:07
CriptoStanza: amore, famiglia, auguri, diritti
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Verbale dell'assemblea condominiale: commenti (3)
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lunedì, 04 agosto 2008
CriptoLella: blacktear @ 01:04
CriptoStanza: politica, famiglia, diritti
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Una recente discussione in Gay Forum mi spinge a farvi questa domanda:

se domani istituissero una unione tra persone omosessuali, chiamata non so "unione civile" o "domestic partnership" o qualcosa del genere, la contrarreste?
o vorreste a tutti i costi il nome "matrimonio"???

Mi sono trovata a scontrarmi con persone che dicono che la forma sia importante tanto quanto la sostanza.
A me del nome non importa, potrebbero chiamarlo con una vecchia battuta del telefilm "Streghe" anche con un nome assurdo tipo
"rutabega" e io lo vorrei comunque. Alla fine quello che conta è il risultato davanti alla legge, o no?... No...?

Vi prego non ditemi che anche voi colleghe criptolelle pensate che se non si chiama "matrimonio" allora non è vera uguaglianza...

Io ho una civil partnership... eppure mi sento identica a tutti gli altri...
E se leggeste le parole che ho recitato quando mi sono sposata vedrete che evidenziano concetti di amore, cura reciproca, relazione e condividere la vita... in che modo queste formule sarebbero discriminanti verso gli omosessuali??
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giovedì, 10 luglio 2008
CriptoLella: phoenixash @ 11:41
CriptoStanza: amore, famiglia, diritti
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Si, lo so, è un articolo vecchissimo, risale al 2006, ma ieri cercando informazioni sulla fecondazione assistita mi sono imbattuta nelle parole di Umberto Veronesi e non ho saputo non rimanere shoccata positivamente dalla sua visione dell'omosessualità e dei diritti dei gay a riguardo della fecondazione.

I danesi sono stati i primi al mondo a legalizzare il matrimonio delle coppie omosessuali, nel 1989. Dieci anni dopo hanno autorizzato le adozioni per omosessuali. Un mese fa hanno varato una legge sull’inseminazione artificiale anche per donne single o lesbiche. E la procreazione assistita per le donne sole è consentita anche in Belgio, Gran Bretagna, Olanda, Slovenia e Spagna. Da noi, invece, è ancora un tabù. Ma io sono convinto che tutte le donne abbiano diritto alla maternità, qualsiasi sia il loro orientamento sessuale. Noi siamo iscritti in un disegno biologico che porta naturalmente alla procreazione, così come alla morte. Avere un figlio, desiderarlo, fa parte del nostro dna. E non dobbiamo scandalizzarci se una donna cerchi in tutti i modi di diventare madre, anche se è omosessuale. Fa parte della sua natura.
Certo, il problema dell’educazione dei figli è un argomento che divide. Ma è troppo semplicistico ritenere che un bambino, per crescere in modo equilibrato, abbia bisogno della presenza di un padre e una madre di sesso diverso. A questo proposito possono far riflettere le risoluzioni dell’American Psychiatric Association (2002) e dell’American Psychological Association (2004): entrambe, sulla base di osservazioni scientifiche documentate, sostengono che i bambini educati da una coppia omosessuale dimostrano un livello emozionale, cognitivo, sociale simile a quelli cresciuti con genitori eterosessuali. Nessuna ricerca scientifica dimostra che essere figli di omosessuali è pericoloso per l’acquisizione della propria identità di genere. L’educazione migliore per un bambino, dicono gli studi più recenti, non dipende quindi dall’orientamento sessuale dei genitori ma dal loro affetto e della loro attenzione. La verità è che la società ha bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti. Basti pensare a quello che è successo 30 anni fa ai figli dei separati: allora si sentivano a disagio e cercavano di nascondere la loro realtà. Adesso, invece, essere figli di separati è quasi normale. Occorre dunque che consideriamo con lucidità la presenza dei bambini delle coppie omosessuali, che anche in Italia ci sono. Fare finta che non esistano, questo sì, va contro il senso della ragione. — Umberto Veronesi

Dal blog del giornale Grazia


LO STO AMANDO.
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mercoledì, 21 maggio 2008
CriptoLella: alcedoatthis @ 23:31
CriptoStanza: famiglia
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Una iniziativa della rete Lenford di affermazione civile molto interessante dal mio punto di vista. Tanto che sono tentata di parteciparvi pur non essendo in coppia...

Voi cosa ne pensate?

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venerdì, 18 gennaio 2008
CriptoLella: blacktear @ 00:35
CriptoStanza: amore, famiglia
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Ho voglia di porvi un quesito... che rapporto avete o avete avuto con le madri delle vostre fidanzate?
Verbale dell'assemblea condominiale: commenti (24)
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